Nella che voleva fare lo strudel
Blum era un fiore bianco con screziature rosa, il più bello della famiglia Pianta di Mele del Campo di Bressanone, un nobile e antico casato dell’Alto Adige.
Blum Pianta in realtà era una giovane femmina, una tra milioni di altre, ma la si vedeva già da lontano.
Era speciale, aveva un non so che: si capiva che avrebbe fatto qualcosa di grande.
Hummy Bombo invece era un gran lavoratore, viveva con altri suoi parenti in un nido, in un vecchio cembro nella vicina foresta di Bressanone.
Nella primavera del 2024, mentre Hummy volava in cerca di un bottino, vide da lontano un fiore bellissimo e più si avvicinava più si innamorava di quello sgargiante splendore.
La scintilla era scoccata e fu così che Blum e Hummy vissero un intensissimo istante di vero amore, scambiandosi carezze e facendo reciproche coccole.
Dopo quattro mesi il frutto di quell’unione, di quell’amore passionale ma anche affettuoso, era lì da vedere, ed era un bel vedere. Una bella mela golden, di nome Nella, paffutella con guanciotte rosse. Era proprio bella come mamma Blum, mentre il giallo era lo stesso di papà Hummy.
Nella Pianta era contenta di vivere assieme a altre 100 sue sorelle, e con loro giocava spesso ai classici giochi: nascondino, anche se era un gioco molto difficile per delle mele, battaglia navale, il gioco del “Nomi, Cose, Città, Animali”, ma quello che più piaceva a Nella era parlare del futuro.
Ognuna delle sorelle poteva esprimere il desiderio, l’aspirazione per l’avvenire.
C’era chi voleva fare l’ingrediente per la torta di mele, chi diventare succo, chi fare parte di un cocktail. Alcune aspiravano a diventare composte, altre di entrare nella cucina di qualche chef stellato per far parte di un piatto gourmet. Nella fin da piccola era invece intenzionata a diventare strudel, sì un gustoso strudel di mele di pasta frolla. Il suo sogno era entrare in una pasticceria ed essere l’interprete principale. E a chi le diceva che le golden non erano proprio indicate come ingrediente per lo strudel, lei stizzita rispondeva che era il suo sogno e l’avrebbe portato avanti fino alla fine, qualsiasi cosa le costasse.
Si immaginava impastata con miele, vaniglia, pinoli e uvetta, avvolta e insaporita di cannella. Ogni notte si sognava di essere dentro a un’impastatrice.
Alcune notti però, si svegliava piangendo, consolata poi dalle sue gemelle, perché sognava di cadere dall’albero ancora acerba e con un verme che tentava di ferirla.
Il 16 settembre 2024, era un lunedì, era arrivato il momento della raccolta.
Era un momento di festa, in cui per la prima volta una mano umana l’avrebbe raccolta. Ma era anche un momento un po’ delicato e triste. Le sorelle prendevano strade diverse per andare per il mondo. C’era chi rimaneva in Italia, chi invece viaggiava andando in Asia in Medio Oriente. Nella era giorni che pregava di poter rimanere in Alto Adige per portare a buon fine il suo progetto.
Erano divise, ma sempre insieme ad altre consorelle, ordinate in casse e pronte per partire.
La cassa di Nella, però, affrontò un viaggio breve: rimase in Alto Adige, a Villabassa, dove finì al mercato del sabato.
Lì in bella mostra con altre Golden Delicious, tutte belle gialle, ma anche un po’ rosse dall’emozione, aspettavano di entrare a far parte del mondo.
Passava di lì una vecchietta che faceva spesso acquisti al mercato, ma che di solito non si fermava alla bancarella delle mele.
Passò nell’indifferenza più totale. Tutte le golden rimasero deluse, soprattutto Nella. Ma quando fu avanti una decina di metri la signora si fermò e tornò indietro fino al banco della frutta. Era rimasta colpita da qualcosa che spiccava, quasi splendeva. Si rivolse al fruttivendolo che si avvicinò alla cassa e prese Nella e altre sei amiche.
Indovinate come è andata a finire… Nella era riuscita a finire in uno strudel di mela casalingo gustosissimo, preparato con amore dalla nonna Ingrid per i suoi nipotini.
Questo racconto, nella versione corta (non doveva superare i 3000 caratteri) che metto qui sotto, ha partecipato al concorso 30 anni Marlene https://30.marlene.it/it, purtroppo non classificandosi primo. Peccato…

Nella che voleva fare lo strudel
Blum era una giovane fiorellina bianca con screziature rosa, la più bella della famiglia Pianta di Mele del Campo di Bressanone, un nobile e antico casato. Era speciale, aveva un non so che: si capiva che avrebbe fatto qualcosa di grande.
Hummy Bombo invece era un gran lavoratore, viveva in un cembro nella vicina foresta di Bressanone.
Nella primavera, mentre Hummy volava in cerca di bottino, vide da lontano un fiore bellissimo e più si avvicinava più si innamorava.
La scintilla era scoccata, e fu così che Blum e Hummy vissero un intensissimo istante di vero amore.
Dopo quattro mesi il frutto di quell’amore passionale, ma anche affettuoso, era lì da vedere. Una bella mela golden, Nella, paffutella con guanciotte rosse. Stupenda come mamma Blum, gialla come papà Hummy.
Nella Pianta viveva con altre cento sorelle, e con loro giocava spesso ai classici giochi: nascondino, anche se era un gioco molto difficile per delle mele, battaglia navale, e altri.
Le piaceva parlare del futuro.
C’era chi voleva fare l’ingrediente per la torta di mele, chi diventare succo, chi fare parte di un cocktail. Alcune aspiravano a diventare composte, altre di entrare nella cucina di qualche chef stellato e far parte di un piatto gourmet. Nella fin da piccola era invece intenzionata a diventare strudel, sì un gustoso strudel di mele di pasta frolla. Il suo sogno era entrare in una pasticceria ed essere l’interprete principale. E a chi le diceva che le golden non erano proprio indicate come ingrediente per lo strudel, lei stizzita rispondeva che era il suo sogno e l’avrebbe portato avanti fino alla fine, qualsiasi cosa le costasse.
Si immaginava impastata con miele, vaniglia, pinoli e uvetta, avvolta e insaporita di cannella.
Il 16 settembre, era un lunedì, era arrivato il momento della raccolta.
Un momento di festa, ma anche un po’ delicato e triste. Le sorelle prendevano strade diverse per andare nel mondo. C’era chi rimaneva in Italia, chi invece viaggiava andando in Asia o in Medio Oriente. Nella era giorni che pregava di poter rimanere in Alto Adige per portare a buon fine il suo progetto.
Erano divise, ma sempre insieme, ordinate in casse e pronte per partire.
La cassa di Nella, però, affrontò un viaggio breve: rimase in Alto Adige, a Villabassa, dove finì al mercato.
Lì in bella mostra con altre Golden Delicious, tutte belle gialle, ma anche un po’ rosse dall’emozione, aspettavano di entrare a far parte del mondo.
C’era una vecchietta che faceva spesso acquisti al mercato.
Passò nell’indifferenza più totale. Tutte le golden rimasero deluse, soprattutto Nella. Ma quando fu avanti una decina di metri la signora si fermò, e tornò indietro fino al banco della frutta. Era rimasta colpita da qualcosa che spiccava, quasi splendeva. Il fruttivendolo si avvicinò alla cassa e prese Nella e altre sei amiche.
Come è finita?
Nella era riuscita a finire in uno strudel di mela casalingo gustosissimo, preparato con amore dalla nonna Ingrid per i suoi nipotini.
