Alcuni nomi di cose, di piante, o altro suscitano in me curiosità, per l’accostamento delle sillabe che suonano, si accordano fra di loro, o non so per che motivo.

Questa curiosità poi mi porta a ricercare in internet e scoprire curiosità. Sono sempre pronto ad imparare qualcosa, nel limite legato al numero dei neuroni che sono dispersi nel mio cervello. Poveri loro.

Uno di questi suoni è legato a una pianta, originaria della Cina, che viene chiamata volgarmente ginko o ginco o albero di capelvenere.

Il nome Ginkgo deriva probabilmente da un’erronea trascrizione del botanico tedesco Engelbert Kaempfer del nome giapponese ginkyō (ぎんきょう) derivante a sua volta da quello cinese 銀杏 “yin xing ” (銀, yín «argento» e 杏, xìng «albicocca»; 銀杏, yínxìng, «albicocca d’argento»). Questo nome è stato attribuito alla specie dal famoso botanico Carlo Linneo nel 1771 all’atto della sua prima pubblicazione botanica ove mantenne quell’erronea trascrizione del nome originale. Il nome della specie (biloba) deriva invece dal latino bis e lobus con riferimento alla divisione in due lobi delle foglie, a forma di ventaglio.

L’albero di ginkgo è molto utilizzato come pianta ornamentale in parchi, viali e giardini dei centri urbani, grazie alla notevole resistenza agli agenti inquinanti. Viene inoltre utilizzato anche per creare cortine frangivento. Diffuso il suo utilizzo per farne bonsai. Viene coltivato industrialmente in Europa, Giappone, Corea e Stati Uniti per l’utilizzo medicinale delle sue foglie. Il legno giallastro viene usato per la costruzione di mobili, lavori di tornio e intaglio, è però di bassa qualità data la sua fragilità. La parte interna legnosa dei semi viene utilizzata come cibo prelibato in Asia e fa parte della tradizione culinaria cinese. Viene commercializzato sotto il nome di “White Nuts”. In Giappone i semi di Ginkgo vengono aggiunti a molti piatti, per esempio il chawanmushi, e utilizzati come contorno.

La curiosità di questa pianta è che si tratta di un vero e proprio fossile vivente: pianta ai giorni nostri unica nel suo genere, ne sono state trovate tracce in fossili risalenti a 250 milioni di anni fa.

Il ginkgo si caratterizza per la forma delle proprie foglie (verdi in primavera e in estate, magnificamente gialle in autunno, prima di cadere) che assomigliano a piccoli ventagli.

Le foglie del ginko appunto sono un’altra tipicità che mi attrae, così diversa dalle altre. Tutte le foglie in effetti mi attraggono, ma alcune mi incuriosiscono, mi costringono a raccoglierle e ad osservarle.

Quindi per nome della pianta e forma della foglia, reputo questa pianta interessante.

INFO tratte da:
https://it.wikipedia.org/wiki/Ginkgo_biloba
https://www.comune.aosta.it/servizi/territorio/ginkgo#:~:text=La%20curiosit%C3%A0%20di%20questa%20pianta,250%20milioni%20di%20anni%20fa.

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