Cara Signora Cicogna, abbiamo bisogno di un bambino, se fosse possibile, per marzo”, così iniziava la lettera spedita alla Signora Cicogna.

“Non importa com’è fisicamente, ma possibilmente deve avere il sale in zucca.”, aggiungeva la lettera indirizzata in Via Tranquillità.

Quando Rosa, come si chiamava la Signora Cicogna, ricevette questa lettera, insieme ad altre milioni, la lesse, con molta attenzione, le interessava proprio.

Il paese di Sottolcavolo dove abitava Rosa, era un piccolo paese di sole due case: la casa di Rosa e quella del Postino Serafino, che aveva il suo da fare a recapitare tutte le lettere che arrivavano da tutto il mondo.


Postino Serafino“Lo aspettiamo con ansia.”, concludeva la lettera di Tiziana e Bruno.

Il tempo da attendere era lungo, ma i nove mesi dal giorno in cui Tiziana e Bruno avevano imbucato la lettera volarono.


Rosa la CicognaEra esattamente il 6 marzo 1999. Alle 9 e 25 Bruno sentì suonare il campanello. Era una bella mattinata di sole, guardò fuori e vide una cicogna con un fagottino attaccato al becco.

Chiamò subito Tiziana che arrivò tutta eccitata.

“E’ Nicolò”, dissero, e aprirono la porta.

“Buongiorno Signora Cicogna, ci ha portato il nostro bambino?”, chiesero.

“Certamente, come me l’avevate chiesto voi, nove mesi fa!”, ripose Rosa.

“Entri pure, vuole bere un te?”, chiese Tiziana emozionata.

“No, grazie, sono di corsa, devo andare ancora da parecchie mamme e papà.”

Appoggiò il suo bagaglio, e subito si sentì un pianto arrivare dall’interno.

Era Nicolò che finalmente era arrivato e salutava a modo suo mamma e papà.

Aveva un visino tenero, con i suoi occhioni vispi e tanti capelli scuri.

Subito avvertiti da Bruno arrivarono nonna Luciana e Zia Stefania, poi arrivarono nonna Andreina e nonno Nino. Zia Raffa e Bruno con Luca lo andarono a trovare nel pomeriggio. Nonno Attilio e Zio Paolo, lo videro solo in serata.

Tutti in ammirazione di Nicolò, che li guardava e sorridendo sembrava dire: “Ciao”.

Era un periodo che tutti gli animali del bosco erano tristi non uscivano di casa, ma l’arrivo di Nicolò diede a tutti un po’ di allegria.

Anche i Folletti dei Bagni, che non si vedevano da tanto tempo, lo salutarono a loro modo con un biglietto sulla porta.

Anche loro ricominciarono a fare scherzetti a tutti.

Gli animali si radunarono tutti intorno alla porta per ammirarlo.

C’erano lepri, cerbiatti, gatti, cani, un cavallo, e persino un camoscio che era sceso dal monte Cistella per far visita a Nicolò.

E così Nicolò trovo, nella sua nuova casa, un mondo di amici che lo accolsero tra loro e lo fecero giocare e divertire.

(7 Gennaio 1999)

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